Le Ragazze Ribelli

La mia bisnonna Margherita, detta Desi, è nata nel 1905, a Cannero Riviera e sua mamma, Eugenia detta Genia, era nata nel 1885 a Trarego. Da lì parte l’intera storia della nostra famiglia. Una famiglia di donne forti, coraggiose, ribelli. In un’Italia che le vuole mamme perfette, angeli del focolare, in supporto della famiglia e dei loro mariti.

La nonna Genia era una donna buona e umile: una mamma amorevole, una nonna dolce e sorda. Sorda per davvero: quando incontrava qualcuno per strada, rigorosamente accompagnata dalle sue nipoti Enrica e Fernanda, non sentiva mai bene cosa la persona le dicesse, aldilà dei convenevoli. Però era gentile e annuiva con convinzione. Appena rimasta nuovamente sola con la nipote di turno, esclamava: “capito: niente!”.

 

La Desi aveva occhi azzurro ghiaccio e un carattere fin troppo deciso. Abituata a tener testa a un padre di origine svizzera, rimasto orfano da piccolo. E testarda quando, nonostante sua mamma non fosse d’accordo, sposa Alberto, bell’emiliano, giocatore di calcio nel Brescia. La sua vita sarà una montagna russa in cui papà e marito metteranno a dura prova i suoi nervi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’intera famiglia si rifugia a Trarego. In particolare in una casetta di Cheglio, in via per Cannero. Come vicina di casa, la Carolina. Donna buona e accogliente, che ha sempre il camino acceso e un po’ di minestra per tutti. A sua volta dotata di marito sfuggente, che lavora a bordo delle navi e poco si occupa di casa e famiglia.

È così che Desi e Carolina hanno iniziato a considerare di diventare ragazze ribelli. Le lunghe chiacchierate davanti al fuoco, le porte sempre aperte verso il cortile, per raggiungersi a portata di strillo: “Desiiiiii!” – “Carolinaaaaa!”. I volantini pro-divorzio in un’Italia bigotta. I bambini, figli e nipoti, che si davano il cambio d’estate. E le bambine, ispirate a essere anche loro ragazze ribelli. Per creare una società più moderna, più giusta, con maggiore considerazione per le ragazze di qualsiasi età.

 

 

Questa casetta ha il cuore antico ed è tutta nuova. È il nostro omaggio a quelle ragazze ribelli: Desi e Carolina ma anche Enrica e Verbena. Ragazze che non hanno lasciato che qualcun altro scrivesse il loro destino: lo hanno fatto da sé.

È con questo spirito che desideriamo che un soggiorno nella nostra Casetta sia rilassante per il corpo e di ispirazione per la mente. Che sia un piccolo luogo, protetto e silenzioso, per godersi il panorama del lago, approfittare del fresco dell’arietta di montagna e lasciare che la corrente dei pensieri soffi, portando bei cambiamenti per quando i nostri ospiti torneranno a casa propria.